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Brindisini,
latri e assassini» (traduzione superflua): così un'ingiuria che viene
soprattutto dal basso Salento. Anche in questo caso le origini sono
storiche: si fa riferimento ai decreti con cui, a partire dal 1463,
re Ferrante d'Aragona cercò di favorire il ripopolamento della città
ed impedirne «la quasi finale ruyna et inhabitatione». Ma
un porto come quello di Brindisi, il più importante del regno aragonese
sull'Adriatico, non poteva essere abbandonato né si potevano accettare
senza un minimo di reazione le pretese turche. Era indispensabile
perciò favorire il ripopolamento della città e il suo ritorno al ruolo
politico e strategico avuto in passato. Sostanzialmente si trattava di franchigie per chi aveva commesso quelli che oggi vengono definiti reati finanziari, in poche parole per i debitori, ma siccome a quel tempo chi faceva debiti era considerato un poco di buono (un ladro nella migliore delle ipotesi, ma anche uno che all'occorrenza sapeva mettere mano al coltello), ecco che i decreti di Ferrante dettero più di qualche avallo all'ingiuria. Dal basso Salento, soprattutto da Galatina, furono in molti a fissare fittiziamente la propria residenza a Brindisi per sfuggire ai creditori, accrescendo in questo modo la non lusinghiera fama di paradiso fiscale che la città adriatica si era conquistata. Per frenare questa tendenza si cercò di limitare la portata dei privilegi, ma i tentativi ebbero effimero successo e nella voce popolare Brindisi si consolidò appunto come rifugio di ladri e di assassni. Gli storici rinascimentali, diretti discendenti dei primi rifugiati, si affannarono ad addolcire l'immagine della città, che proposero come orgoglioso baluardo della Cristianità di fronte ai Turchi. Se ladri e assassini, dicevano, abitano Brindisi, da ladri e assassini dipendeva la salvezza del regno. Non avevano tutti i torti: la riconquista di Otranto, che era stata presa dai Turchi nel 1480, partì proprio da Brindisi dove Alfonso d'Aragona, figlio di Ferrante, aveva fatto confluire la flotta. Nonostante i tentativi di contenere gli abusi, i re napoletani, difesero sempre lo spirito di quei provvedimenti a favore di Brindisi: ai Turchi non si poteva opporre una città spopolata, né si poteva pretendere che la gente restasse m prima linea senza incentivi. Quei provvedimenti raggiunsero lo scopo: almeno fino al secolo XVIII, Brindisi ebbe un intenso sviluppo demografico. A invertire la tendenza saranno gli sbagliati interventi sui delicati equilibri del suo porto. Ma questa è un'altra storia. Alcuni soprannomi individuali Baggiacarose.
(bacia ragazze). Buscioni (grosso buco, fortunato). Cacapanari
(caca panieri). Cacaturnisi (caca soldi). Camastra (catena
per appendere la caldaia sul camino). <<:: torna indietro |
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